La mancanza di sicurezza nei cantieri è costosa. Oltre agli infortuni sul lavoro, con le conseguenti ripercussioni sulla salute e sulla vita delle persone, possono verificarsi interruzioni delle attività, ritardi nei progetti, sanzioni, contenziosi legali e problematiche di responsabilità.
Inoltre, quando nei cantieri regnano disordine e confusione e i processi lavorativi non sono standardizzati, è molto probabile che si manifestino carenze qualitative.
Breve storia della normativa sulla sicurezza sul lavoro
Nel contesto della legislazione italiana, già con la Costituzione del 1948 la salute è stata riconosciuta come interesse collettivo e sono stati posti limiti alla libertà d’impresa in materia di sicurezza e dignità della persona. Negli anni Cinquanta furono introdotte diverse norme a tutela dei lavoratori. Nel 1970, sotto la pressione delle organizzazioni sindacali, vennero istituiti i rappresentanti dei lavoratori.
Una svolta fondamentale si ebbe con la Direttiva quadro europea 89/391/CEE, che definì misure per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori. In Italia la direttiva fu recepita con il Decreto Legislativo 626/1994, che introdusse una normativa quadro. Furono istituite due figure fondamentali:
- Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), figura tecnica scelta dal datore di lavoro e punto di riferimento centrale per la prevenzione.
- Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), eletto direttamente dai lavoratori.
Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/08)
La normativa introdotta dal D.Lgs. 626/94 non risultò tuttavia sufficientemente organica e completa. Per questo motivo venne emanato il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro (Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123), che ha ridefinito in modo sistematico la disciplina del settore.
Il Titolo IV (articoli 88–160) riguarda i cantieri temporanei o mobili e stabilisce misure per la tutela della salute e della sicurezza nei cantieri, norme per la prevenzione degli infortuni nel settore delle costruzioni e nei lavori in quota, nonché le relative sanzioni.
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), previsto dagli articoli 17 e 28 del Testo Unico, è il documento che formalizza la valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori all’interno di un’organizzazione. In questo contesto, l’utilizzo di matrici di rischio rappresenta uno strumento particolarmente utile per l’analisi e la valutazione dei rischi.
Secondo il Testo Unico, la sicurezza deve essere pianificata. Non inizia con l’avvio dei lavori, ma già nella fase di progettazione e programmazione. Per questo motivo sono previsti specifici documenti obbligatori (articolo 91):
- Il Fascicolo dell’Opera, che raccoglie le informazioni utili per i successivi interventi di manutenzione e deve essere consultato e aggiornato nel corso della vita dell’opera, al fine di informare i lavoratori sui rischi prevedibili e sulle misure adottate.
- Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), previsto dall’articolo 100, comma 1, che consiste in una relazione tecnica contenente l’analisi dei rischi e le misure pianificate per ridurli al minimo.
Mentre le aziende, ad esempio nel settore industriale, possono gestire la sicurezza sul lavoro attraverso processi standardizzati e strutturati, i cantieri sono realtà temporanee caratterizzate dalla presenza di soggetti diversi che operano contemporaneamente e le cui attività possono interferire tra loro. Da questa peculiarità deriva la necessità di un’organizzazione specifica e di un coordinamento particolarmente attento.



Hinterlasse einen Kommentar